Juve? Toro? Gianduja?» e il microfono che sembra voler tappare la bocca al signore in trench blu e «24 ore» manco fosse appena uscito dalla City, un po’ intimorisce. «Sorry, I don’t understand». Poi adocchia la telecamera, sfodera il sorrisone e dà in pasto all’«assalitore» la parolina giusta: «Trezeguet». Allora aveva capito. E vai, mancano 72 ore al derby e Torino viaggia sui suoi idoli calcistici. A stanare i tifosi ieri ci ha provato la troupe di «Quelli che il calcio e.. » della Simona Ventura, arrivata ieri sotto la Mole per tastare il termometro dell’attesa, per giocare allo sfottò calcistico con la gente, dimenticandosi volutamente dei soliti vip del territorio di cui lo schieramento si conosce a memoria. Una giornata in giro per la città per registrare il servizio di 4 minuti che tra le 14,20 e le 14,45 domenica andrà su RaiDue. E’ stata dura la vita sotto la pioggia battente della mattinata per i due inviatoni torinesi, Federico Bianco, comico, conduttore radiofonico e voce dell’Orchestra Ritmi Moderni Arturo Piazza, e Dario Castelletti, conduttore di Radio Flash e Popolare Network: fanatici, il primo juventino, l’altro granata. E con la forza dell’integralismo calcistico, nulla li ha fermati nel creare scompiglio dove sono passati. A Porta Palazzo, fra melanzane e grappoli d’uva: «Scusi, lei è sposato con la Vecchia Signora?» incalza Bianco, tanto che l’interlocutore ancora un po’ si offende: «Che vecchia, è giovane». «Vabbè, tifa Juventus?» «Da sempre, vinciamo 3 a zero». Viva, il primo pronostico è andato, e in simultanea scattano i gesti scaramantici classici di gruppo. «Lei ha la faccia di una del Toro: chi è il giocatore dei suoi sogni?» La signora bionda dietro al banco del pesce ci pensa un momento: «Fiorina». «Scusi? Forse vuole dire Rosina». «Giusto, ma tanto sempre di fiori si tratta». La verità è che dei 22 giocatori pronti a scendere in campo tre sono i nomi che tutti citano: Trezeguet, Rosina e Recoba. Aleggia Del Piero, appena ricordato Buffon, fine. In piazza Vittorio il duo aggancia Domenico Marocchino, il Blanco si inginocchia: «Tu sei il più grande bomber del derby». Mente ridendo, ma potesse se lo prenderebbe in braccio. E che dire di Castelletti davanti al «poeta» Claudio Sala in piazza San Carlo: «Ho giocato 20 derby, meno male che dopo Furino e Gentile è arrivato Cabrini». Di corsa alla metropolitana. Primo vagone: tutti in coro «Chi non salta bianconero è. Chi non salta un granata è», e i «vaffa» liberatori scendono alla prima fermata.
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