Il mio povero TORO e la mia povera Italia…
Questa volta scrivo di getto, a caldo, non aspetto di metabolizzare l’ennesimo pomeriggio di sofferenza e umiliazione. Quasi sempre quest’anno ho atteso un paio di giorni prima di condividere le mie impressioni con i corraggiosi e commoventi fratelli granata. Oggi no. Lo so, lo so, oggi e domani si vota, il paese ha problemi più grossi, c’è di nuovo un cavaliere nano che bussa alla porta chiedendo agli italiani di credere alle sue stronzate e purtroppo mezza Italia da 15 anni lo fa passivamente e vergognosamente. Lo so che in Tibet ogni istante che passa, un qualsiasi diritto fondamentale dell’uomo se ne va a puttane e l’Occidente fa finta di interessarsi alla cosa minacciando di boiccotare le Olimpiadi e poi ogni istante che passa continua a fare affari con chi nega questi diritti. Lo so che tante cose non vanno, molto ma molto più importanti delle lacrime che ho trattenuto questo pomeriggio, per non sorbirmi anche l’umiliazione di essere sgridato a 33 anni perchè piango per il mio Toro. Ma mi sanguina il cuore. Affrontare la vita è già complicato di per sè, confrontarsi ogni giorno per noi comuni mortali con i nostri desideri umiliati dalla depressione economica che ci investe e che non ci permette neppure di programmare uno straccio di vacanze perchè i soldi, c’è poco da fare, sono contati. E’ umiliante, è deprimente. Lavori come un disperato, t’impegni allo spasimo, ci metti l’anima in quello che fai, e poi? E poi quello che hai in tasca non ti basta mai. Il colmo tra l’altro è che chi vive queste difficoltà ha anche il coraggio di votare un essere che dichiara che l’attesa del responso elettorale la vivrà andando a fare acquisti in gioielleria e che l’unica cosa che ha mantenuto del contratto firmato in televisione da uno dei suoi tanti schiavetti, è stata abolire la tassa di successione…ma come si fa? Per carità, potrei sconfortarmi anche per alcune scelte del costituendo nuovo partito del futuro di questo paese, ma io credo che quantomeno alcune persone siano meglio di altre, semplicemente meglio, più dignitose e delle quali non mi vergogno e dalle quali non vengo continuamente offeso. Tentate di capirmi: quando il quadro nel quale tuo malgrado sei dipinto ha solo tinte fosche, un po’ come un romanzo di Dickens (provate a leggere alcuni passi de “Il nostro comune amico” del vecchio Charles e capirete), metabolizzare 5 sconfitte in 6 gare diventa una scalata impossibile. Io sto così, come uno che non ne può più di sobbarcarsi anche il peso dell’inettitudine e della pochezza morale di 11 cialtroni. Perchè il lunedì poi le risatine sarcastiche del gobbo di turno sul lavoro, i classici commenti al bar, lo schifo di rileggere le già pessime ricostruzioni giornalistiche degli scempi ai quali hai assistito, e potrei andare avanti con gli esempi per ore, te li sorbisci tu e solo tu porca di quella miseria ladra. Basta. Io amo il Toro sconfinatamente.
Vado a buttare giù un boccone. A più tardi
Il boccone è stato più lungo del previsto. Per certi versi anche abbastanza indigesto. Ma sono ancora qui. Mi dispiace non essere andato avanti a scrivere la sera stessa della trasferta di Genova. Mi dispiace perchè ora riprovare a descrivervi il vuoto di quella sera è ancora più difficile. Intanto un po’ di cose sono successe: elezioni DISASTROSE, addio Walter Alfredo Amato Lenin Novellino, Ribenvenuto GDB, un’altra sconfitta con l’Inter anche se più decorosa…Il dramma è che inizio a rendermi conto che le espressioni di me all’infuori di me stesso sono incagliate fra lo scoglio del fallimento totale e le secche del disastro. Eppure non mi sbaglio, lo sento che non mi sbaglio. Quando domenica sera alla fine del posticipo, la squadra si è rivolta verso la Maratona, ho osservato gli sguardi, le reazioni intorno a me, ebbene: la gente ci credeva, applaudiva, urlava, esortava a non mollare, addirittura qualcuno ringraziava. Ma vi rendete conto? In quel momento tutti sapevano in cuor loro che se quella stessa squadra avesse giocato con lo stesso spirito anche solo un paio delle partite perse fino ad ora, il Toro no sarebbe nella situazione di fare i conti della serva ogni istante da qui alla fine del campionato. Il Toro sopra tutto o cieca stupidità tifosa? Non ho dubbi: il Toro sopra tutto, sopra e davanti ad ogni cosa, anche, e so che qualcuno lo troverà ai limiti dell’ottusità ma non m’interessa, anche sopra la sensazione netta di essere presi in giro.





